Un momento di rabbia non nasce mai dal nulla. Nasce dal peso quotidiano di chi si sveglia ogni mattina, guarda il conto in banca e deve fare i conti con la realtà vera: la benzina a quasi due euro al litro, le bollette di luce e gas che divorano duecento euro come se niente fosse, il carrello della spesa che pesa sempre di meno e costa sempre di più. E gli stipendi? Piantati esattamente dove erano, immobili mentre tutto il resto sale.
In questo quadro di fatiche vere, la distanza tra il paese reale e il teatrino della politica non è mai sembrata così abissale.
Mentre là fuori c’è gente che cerca solo di arrivare a fine mese, in Parlamento assistiamo all'ennesimo show: deputati che sventolano cartelli con scritto "Fuori le chat". E la reazione viscerale di chiunque stia vivendo sulla propria pelle il peso dell'inflazione non può che essere una: ma a me, che non riesco ad arrivare a fine mese, cosa diavolo me ne frega delle chat di un sottosegretario che aveva "amicizie sbagliate"?
L'unica ossessione di certa Sinistra sembra essere quella di ostacolare con ogni mezzo chi sta provando a governare, facendo unicamente campagna elettorale denigrando il lavoro altrui senza fornire alcuna soluzione costruttiva o proporre soluzioni reali per il Paese. GENTE CHE HA AVUTO IL CORAGGIO DI CANDIDARE LA SALIS E PORTARLA IN PARLAMENTO. E l'ipocrisia tocca il picco quando si cerca di trasformare ogni episodio di cronaca in un caso politico, aizzando le piazze e alimentando un clima di rabbia e tensione. Ci si chiede di scendere in piazza a protestare per un uomo che si mette a sbraitare al centro di una via pubblica, dandomi in escandescenze? Ma stiamo scherzando? Impedire a una persona in stato di alterazione di fare del male a sé o agli altri è una misura Elementare di sicurezza pubblica. Quante volte abbiamo letto di tragedie sfiorate o consumate perché nessuno era intervenuto in tempo contro "pazzi" allo sbaraglio? Eppure, persino questo diventa motivo di propaganda per una cricca di sedicenti "difensori della socialità", gente che di sociale non vive assolutamente nulla se non i cinque minuti di passerella pubblica per farsi fotografare.
Poi c'è chi, come Giuseppe Conte, oggi si erge a paladino degli ultimi dopo aver lasciato un'eredità economica disastrosa. Ricordiamo bene cosa è stato fatto: un Reddito di Cittadinanza elargito per anni senza controlli reali, finito spesso nelle tasche sbagliate, e un Superbonus 110% che ha dissanguato le casse dello Stato facendo la fortuna di non pochi furbetti e parassiti dell'edilizia, trasferendo il debito sulle spalle di quelle stesse famiglie che oggi faticano a fare la spesa.
L'operato del Governo Meloni si può certamente discutere, ci si può confrontare ed è giusto farlo, perché nessuna misura è perfetta e non si può garantire sul libero arbitrio di ogni singolo individuo che ne fa parte. Ma bisogna anche avere l'onestà intellettuale di prendere atto di quanto è stato messo in campo:
Il taglio del cuneo fiscale e contributivo, reso strutturale per mettere più soldi direttamente in busta paga ai lavoratori con redditi medio-bassi.
La riforma dell'IRPEF e la revisione delle aliquote per alleggerire il carico fiscale del ceto medio.
L'abolizione del Reddito di Cittadinanza e la sua sostituzione con l'ADI (Assegno di Inclusione), legando il sostegno economico a chi ha davvero bisogno o a percorsi reali di avviamento al lavoro.
Il superamento della finanza d'emergenza del Superbonus, per mettere in sicurezza i conti pubblici ed evitare un crack finanziario sulle future generazioni.
Misure dedicate alle famiglie e alla natalità, con la decontribuzione per le madri lavoratrici e il potenziamento dei congedi parentali.
1. Sicurezza e Giustizia
DL Caivano: Misure di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, con un inasprimento delle pene per i minori che commettono reati gravi e sanzioni per i genitori che non mandano i figli a scuola.
Norma Anti-Rave: Introduzione nel codice penale del reato di invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi.
Codice della Strada: Inasprimento delle sanzioni per chi guida sotto l'effetto di alcol o droghe, per chi usa il cellulare alla guida e stretta sui monopattini elettrici (obbligo di targa, casco e assicurazione).
Riforma della Giustizia (DdL Nordio): Abolizione del reato di abuso d'ufficio, ridefinizione del traffico di influenze illecite e stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche.
2. Immigrazione e Politica Estera
Protocollo Italia-Albania: Realizzazione di centri in territorio albanese per la gestione delle procedure di frontiera e il rimpatrio di migranti irregolari.
Decreto Cutro: Inasprimento delle pene per i trafficanti di esseri umani e revisione della protezione speciale per i migranti.
Piano Mattei per l'Africa: Piano strategico volto a promuovere accordi di cooperazione economica, energetica e strutturale con i Paesi africani per affrontare le cause profonde dell'emigrazione.
3. Fisco, Impresa e Made in Italy
Tregua Fiscale (Rottamazione-quater): Misure di definizione agevolata delle cartelle esattoriali per alleggerire il contenzioso tra cittadini e fisco.
Legge sul Made in Italy: Misure per la tutela e la promozione delle filiere produttive italiane, dell'artigianato e delle eccellenze enogastronomiche, con l'istituzione del Liceo del Made in Italy.
Decreto Asset e Concorrenza: Interventi su settori specifici come i taxi, le licenze e la tassazione sugli extraprofitti bancari.
4. Riforme Costituzionali e Autonomia
DdL Premierato: Proposta di riforma costituzionale per l'elezione diretta del Presidente del Consiglio e la stabilizzazione dei governi.
Autonomia Differenziata: Legge quadro per l'attuazione dell'autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario (ex art. 116, terzo comma, della Costituzione).
5. Lavoro e Pubblica Amministrazione
Decreto Lavoro (1° Maggio): Oltre al taglio del cuneo, la misura ha introdotto la semplificazione dei contratti a termine, nuovi incentivi all'assunzione di giovani e donne, e la revisione delle causali per i contratti a tempo determinato.
Semplificazione PA: Digitalizzazione dei concorsi pubblici, accelerazione delle assunzioni e sblocco dei turn-over per rinnovare il personale della Pubblica Amministrazione.
Al contrario, cosa ci avevano lasciato i governi a guida o trazione di sinistra negli anni precedenti?
Bonus a pioggia e assistenzialismo sfrenato, che hanno drogato l'economia creando debito anziché sviluppo.
Politiche fiscali oppressive, incapaci di premiare chi produce e chi lavora sodo.
Scarse tutele sul fronte della sicurezza e una gestione dei flussi migratori e dell'ordine pubblico spesso incoerente e priva di visione a lungo termine.
Ma dire basta a questa ipocrisia non significa accettare qualsiasi scorciatoia ideologica, ed è qui che serve la massima lucidità. Non si può condividere la linea di chi, come Matteo Salvini, si ritrova a giustificare chi pensa di farsi giustizia da solo con le armi laddove lo Stato appare assente.
Togliergli la vita a una persona perché ha sbagliato non è giustizia, non è senso del dovere, e non è difesa del territorio: è solo odio, rabbia cieca e basso livello culturale. Chi impugna un'arma per farsi giustizia da sé rompe il patto sociale tanto quanto chi compie un reato.
Ciò di cui questo Paese ha disperatamente bisogno non è la giustizia da far west, né la retorica vuota di chi vive di passerelle, ma uno Stato forte, presente e concreto. Un intervento deciso per proteggere davvero il territorio, garantire la sicurezza nelle strade e difendere l'interesse comune: quello dei cittadini ordinari, dei lavoratori, dei piccoli risparmiatori, e non solo quello dei grandi gruppi imprenditoriali o dei grandi proprietari.
È ora di finirla di lavorare soltanto per se stessi o per il proprio tornaconto elettorale. È ora di tornare a parlare dei problemi reali della gente.

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