Un anno fa vi raccontavo su queste pagine dello Sporting Club Milano di Garbagnate Milanese (in Via Milano 166) come un piccolo paradiso del tennis (https://myspacecomrafaelcoche.blogspot.com/2025/06/un-paradiso-del-tennis-garbagnate-lo.html).
Campi rossi curati, quell'atmosfera di quiete a due passi da Milano e la promessa di lunghe domeniche estive a godersi un po' di relax a bordo campo. Oggi, a distanza di dodici mesi, devo purtroppo fare marcia indietro. Ci sono tornato e ho trovato un clima totalmente differente. Un cortocircuito burocratico gestito con una rigidità che lascia sinceramente l'amaro in bocca.
La scena è di quelle che fanno sorridere per non piangere: una distesa di lettini vuoti, ombrelloni rigorosamente chiusi sotto il sole e il sottoscritto che si sente rifiutare il noleggio. Il motivo addotto dalla nuova gestione dell'Associazione Sportiva Dilettantistica? “Il circolo è riservato ai soli soci, se noleggiamo i lettini agli esterni rischiamo una sanzione salatissima dal Comune di Garbagnate Milanese”.
Ora, cerchiamo pure di fare uno sforzo e credere alla buona fede di questa giustificazione. Ma è proprio qui che crolla il castello di carte della coerenza.
Se l'esclusività del club è un dogma così sacro da dover lasciare i lettini a prendere la polvere piuttosto che far sedere un appassionato, come si spiega la massiccia organizzazione dei tornei TPRA? Per chi non mastica le sigle federali, i circuiti TPRA muovono costantemente tennisti non soci, provenienti da altri club della provincia. In quel caso, l'accesso agli esterni non solo è consentito, ma diventa il motore delle giornate. E il socio regolare? Resta a guardare, aspettando pazientemente che i campi si liberino per poter finalmente giocare. Due pesi e due misure che tolgono ogni linearità al discorso.
Ma il Comune può davvero multare il Circolo?
Proviamo a fare chiarezza sulla normativa che regola le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche), perché la risposta ricevuta solleva più di un dubbio. I controlli amministrativi a Garbagnate Milanese fanno capo principalmente alla Polizia Locale e allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune.
La distinzione legale c'è, ma non è esattamente come è stata raccontata al desk:
Il regime fiscale e lo Statuto delle ASD: Un'associazione sportiva gode di forti agevolazioni fiscali perché, per legge, non persegue scopi di lucro e si rivolge ai propri associati. Se il circolo iniziasse a vendere servizi commerciali al pubblico (come il noleggio attrezzature o l'accesso alla zona solarium/piscina a chiunque passi per strada) senza le dovute licenze commerciali, rischierebbe una contestazione per "attività commerciale occulta". In quel caso sì, gli organi di controllo del Comune o la Guardia di Finanza potrebbero elevare sanzioni per violazione delle norme sul commercio e la somministrazione.
Il paradosso dei tornei: I tornei ufficiali FITP o TPRA sono considerati attività istituzionali dell'associazione orientate alla promozione dello sport, motivo per cui l'affluenza di atleti esterni (purché tesserati alla federazione) è perfettamente legale e prevista dagli statuti.
Il punto non è la legge in sé, ma la gestione della stessa. Spesso, dietro lo scudo della "paura della multa", si nasconde semplicemente la scelta strategica di non voler gestire la burocrazia legata alle attività aperte al pubblico o alle quote per i non soci.
Dire di no a un appassionato che chiede di utilizzare un servizio accessorio, mantenendo le strutture deserte mentre si aprono le porte ai tornei per esterni, non è un obbligo del Comune: è una scelta gestionale che sacrifica l'ospitalità sull'altare di una burocrazia difensiva. Un vero peccato, perché lo sport, prima di essere un codice di articoli e commi, dovrebbe essere accoglienza.
Il vero nodo: Mancanza di flessibilità o scelta gestionale?
La giustificazione che ti è stata data ("rischiamo la multa") ha quindi un fondamento legale reale, ma nasconde una precisa scelta della nuova gestione.
Molti circoli risolvono questo paradosso in modo molto semplice e accogliente: offrono all'esterno una "quota socio temporanea" o un tesseramento giornaliero/estivo di pochi euro. Diventando socio (anche solo per la stagione o con una formula base), i tuoi lettini diventano magicamente un servizio istituzionale a disposizione di un associato, azzerando il rischio di sanzioni.
Se la nuova gestione ha preferito dirti di no, lasciando gli ombrelloni chiusi e i lettini vuoti, non è colpa del Comune di Garbagnate: è che hanno scelto la via della rigidità burocratica anziché quella della flessibilità gestionale. Un autogol che, dal punto di vista dell'immagine e del calore umano, purtroppo si paga caro.


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