Amici appassionati, mettiamoci comodi e versiamoci qualcosa di forte, perché qui c'è davvero bisogno di elaborare il lutto. Ma dico io, cosa vogliamo dire sulla gestione del muretto box in Malesia guidata da quell'ebete di Vasseur?
La verità è che assistiamo all'ennesima dimostrazione di un copione già visto, un misto di presunzione e confusione tattica che fa male all'anima di chi ama questo sport. Le condizioni meteo erano lì, sotto gli occhi di tutti. Sotto una pioggia battente, con l'intero schieramento dei team di vertice che montava gomme intermedie, a Maranello pensano bene di estrarre dal cilindro il colpo di genio: partiamo con le slick, usiamo le soft!
E pazienza se Lewis, durante il giro di formazione, faticava visibilmente a tenere la monoposto in pista, riducendo l'andatura a passo d'uomo. Anzi, di fronte al caos iniziale, con altri team che giustamente rientravano subito a correggere il tiro, il nostro muretto ha preferito raddoppiare l'errore.
Il copione si è fatto via via più surreale: Charles, privato in un sol colpo di tutto il vantaggio accumulato, si ritrova con l'alettone danneggiato. E come curi la ferita? Semplice: lo richiami per montare le intermedie, salvo poi pentirtene e mandarlo nuovamente dentro dopo pochi giri per rimettere le soft. Una girandola di gomme degna della miglior farsa, dove l'unico a pagare il conto in termini di frustrazione e punti persi è il talento in pista.
Dall'altra parte del box, Lewis dimostra di avere più lucidità di chi siede al muretto, opponendosi al rientro anticipato e confermando che, con le soft, la vettura rispondeva eccome. La risposta geniale dei tecnici? Fargli montare le medie gialle, una mescola che i dati avevano già bollato come nettamente inferiore alle soft che erano ancora bell'e pronte nel garage.
"La genialità consiste nell'essere straordinariamente semplici, ma qui si sfoglia la margherita della complessità pur di complicarsi la vita."
Ecco perché fa quasi sorridere — se non ci fosse da piangere — la frenesia con cui la dirigenza si è affrettata a smentire le voci su un possibile, imminente arrivo di Christian Horner. Figuriamoci! Del resto, dove lo trovate un altro stratega capace di cotanta "lucidità tattica" come il nostro Frederic? Dopo l'era dorata di Jean Todt, sembra che l'unico requisito richiesto per guidare il muretto Ferrari sia una spiccata propensione all'autolesionismo.
Ve lo chiediamo in ginocchio sui ceci: basta con gli esperimenti, basta con la gestione approssimativa. Per favore, scegliete Horner, prendete finalmente qualcuno che abbia dimostrato sul campo cosa significa vincere, qualcuno capace di prendere una squadra e trasformarla in una macchina da titoli mondiali. Per favore, ve lo chiediamo con il cuore in gola: fateci tornare a sognare.



