giovedì 29 ottobre 2026

ABODI E GALLIANI: L’ULTIMO GIOCO DI PRESTIGIO PER LASCIARE IL CALCIO ITALIANO NELLA MELMA



C’era da aspettarselo. La commedia era già scritta, i canovacci distribuiti da tempo nelle stanze della politica romana e dei palazzi del potere calcistico, e oggi cala il sipario sull’ennesima farsa del pallone tricolore.

Dopo anni passati a difendere l’indifendibile, a preservare uno status quo che ha portato il nostro movimento sportivo al prostrato annientamento e all’irrilevanza internazionale, le felpe della politica e i politicanti dello sport sono riusciti nel loro capolavoro: blindare la poltrona, ricucire gli interessi di bottega e imporre il nome buono per tutte le stagioni.

Con la benedizione istituzionale del Ministro Abodi e l’uscita di scena dei tentativi di rottura, si consuma l’ennesimo patto di potere. Il dado è tratto: arriva la restaurazione totale.

IL GRANDE AFFARE EURO 2032: UN BANCHETTO SULLA PELLE DELLO SPORT

Guardiamo in faccia la realtà e smettiamola con le stucchevoli veline sui “profili di esperienza” o sulla “pacificazione del sistema”. C’è una sola variabile reale che ha mosso le fila di questa transizione perfetta: la pioggia di miliardi per il rifacimento degli stadi in vista di Euro 2032.

  IL SISTEMA FIGC E GLI INTERESSI IN GIOCO
  
  [ Interessi Politici / Governo ]
                │
                ▼
  [ Controllo Istituzionale FIGC ] ◄───► [ Risorse & Fondi EURO 2032 ]
                │
                ▼
  [ Poltrone & Gestione Torte Edilizie ]

Il co-assegnamento della competizione continentale con la Turchia è diventato il banchetto definitivo, l'occasione irripetibile per mettere le mani su:

  • Fondi pubblici ed edilizia sportiva: miliardi in deroga per stadi e infrastrutture.

  • Nomine e commissioni strategiche: poltrone da distribuire con bilancino di precisione tra Lega, Federazione e referenti politici.

  • Conservazione dell'apparato: zero riforme sui settori giovanili, zero coraggio strutturale, ma garanzia di flussi finanziari garantiti.

Non si tratta di rilanciare un calcio agonizzante, né di fermare la fuga di talenti o di modernizzare un prodotto che all'estero vale sempre meno. L’obiettivo unico è gestire la torta edilizia ed economica. Per farlo serviva una figura di plastica manovrabile, garante di quegli equilibri dove politica, palazzo e finanza si stringono la mano a discapito della logica sportiva.

TRENT'ANNI DI RITARDO: IL RITRATTO DI UN FALLIMENTO

Mentre il resto d’Europa costruisce accademie all’avanguardia, stadi di proprietà moderni, autosufficienti ed ecosostenibili, e impone modelli gestionali virtuosi, l'Italia calcistica sceglie deliberatamente di restare ancorata alle usanze del secolo scorso.

ParametroModello Europeo VirtuosoIl "Sistema" Italiano
Visione StrategicaProgrammazione a medio-lungo termine sui giovaniCaccia allo scranno e gestione delle emergenze
InfrastruttureImpianti polifunzionali e privatiCattedrali nel deserto finanziate dal denaro pubblico
GovernanceManageriali, trasparenti e indipendentiDinastie politiche e doppi incarichi istituzionali
Risultati TecniciDominio internazionale e competitivitàTerza fascia continentale e mondiali guardati in TV

È la vittoria del gattopardismo assoluto: cambiare tutto per non cambiare niente. Anni di gestione fallimentare non sono bastati per fare pulizia; sono serviti soltanto ad affinare le tecniche con cui piazzare gli uomini giusti nei posti dove si contano i soldi.

ROTTAMATI I SOGNI, RESTANO GLI INTERESSI

Il verdetto per chi ama questo sport con passione e lucidità è sconfortante. Il calcio italiano è stato definitivamente degradato a strumento di scambio politico e finanziario.

Non aspettatevi riforme, non aspettatevi trasparenza, non aspettatevi che si parli di campo, di vivai o di sostenibilità finanziaria dei club. La priorità è già stata fissata: aprire i cantieri, spartirsi le torta delle concessioni e mantenere in vita un baraccone politico che risponde solo ai propri danti causa.

Un caloroso "grazie" alle istituzioni e al Ministero per aver propiziato questo ennesimo miracolo al contrario: aver sacrificato il futuro dello sport più amato dagli italiani sull'altare dei soliti, nauseanti traffici di palazzo.





mercoledì 28 ottobre 2026

Il Trono di Specchi: il risiko miliardario dentro Delfin e la sponda strategica di Mediobanca




C'è una guerra silenziosa che si combatte ai piani alti della finanza europea, e non si combatte a colpi di Opa ostili o scalate di mercato, ma nelle stanze felpate di una holding lussemburghese: la Delfin S.à r.l., la cassaforte che custodisce l'impero da decine di miliardi di euro lasciato in eredità da Leonardo Del Vecchio.

Fino a ieri la regola d'oro era una sola: equilibrio perfetto. Otto eredi, otto quote paritarie al 12,5%. Nessuno contava più dell'altro, e per muovere una foglia serviva la maggioranza bulgara dell'80% dei voti. Un meccanismo perfetto per costringere tutti all'accordo. Almeno fino ad oggi.
Nelle ultime settimane questo equilibrio di cristallo è andato in frantumi. E per capire dove stiamo andando, dobbiamo unire i puntini di una trama che farebbe invidia a una serie tv.
La mossa dello scacco matto: il fattore Clemente
Tutti gli occhi erano puntati su Leonardo Maria Del Vecchio, il trentunenne ex Chief Strategy Officer di EssilorLuxottica, che ha rotto pubblicamente con l'amministratore delegato Francesco Milleri – il custode del testamento operativo del fondatore – dimettendosi e chiedendo un'ispezione giudiziale sulla holding per "gravi irregolarità".
Ma mentre Leonardo Maria faceva rumore sui media, lo scacco matto è arrivato dal silenzio. Il ventiduenne Clemente Del Vecchio, studente al Politecnico di Milano, ha acquistato per una cifra simbolica una piccolissima frazione di quote da Rocco Basilico (figlio del primo letto di Nicoletta Zampillo). Risultato? Clemente è diventato ufficialmente il primo azionista di Delfin, superando la soglia psicologica e tecnica del 12,5%.
Guardando freddamente la scacchiera, è difficile pensare all'iniziativa isolata di un ventiduenne. Dietro l'operazione si intravede la regia geopolitica dello stesso Milleri e del management storico, supportati dall'esperienza di Sabina Grossi (madre di Clemente ed ex investor relator di Luxottica). Sfilando quella quota a Rocco Basilico, il management ha disinnescato il "blocco Zampillo", impedendo a Nicoletta e a Leonardo Maria di blindare un pacchetto azionario potenzialmente di minoranza bloccante.
Mediobanca: la vera posta in gioco del Risiko italiano
Ma perché questa faida familiare è così cruciale per l'intera economia italiana? La risposta sta negli asset strategici che Delfin custodisce. Oltre al colosso EssilorLuxottica, la holding controlla quasi il 20% di Mediobanca (e di riflesso una quota gigantesca di Assicurazioni Generali).
In questa partita, Piazzetta Cuccia non è solo un investimento finanziario: è la vera cassaforte del potere industriale del Paese. Ecco quali sono i tre scenari che si aprono adesso:
  • Scenario 1: Lo status quo e la trinceramento di Milleri. Con il blocco Grossi (Clemente e Claudio) saldamente posizionato a fare da ago della bilancia e tendenzialmente vicino alla stabilità aziendale, Milleri blinda la sua governance. Delfin continuerà a esercitare un ruolo di azionista stabile ma esigente in Mediobanca, senza scossoni immediati nei vertici bancari guidati da Alberto Nagel.
  • Scenario 2: La guerra totale in tribunale. Se l'esposto e l'ispezione giudiziale chiesta da Leonardo Maria dovessero trovare sponda nei giudici lussemburghesi, potremmo assistere a un congelamento dei diritti di voto o alla nomina di un amministratore terzo per la quota contestata. Questo creerebbe un vuoto di potere dentro Delfin proprio a ridosso delle scadenze dei rinnovi dei consigli di amministrazione delle partecipate bancarie e assicurative, esponendo Mediobanca a forti turbolenze e speculazioni di mercato.
  • Scenario 3: La pace armata e lo spezzatino delle quote. Per evitare che la faida distrugga il valore del titolo in Borsa, i grandi grandi soci storici e i rami familiari potrebbero sedersi a un tavolo per ridisegnare i patti parasociali. Leonardo Maria potrebbe decidere di farsi liquidare la sua quota per finanziare le sue personali avventure imprenditoriali, lasciando Delfin più snella, ma politicamente più allineata alle decisioni strategiche del grande management milanese e parigino.
Una cosa è certa: la battaglia per l'eredità Del Vecchio non è più una questione di faide familiari. È la ridefinizione dei confini del capitalismo italiano. E il bello deve ancora cominciare.

martedì 27 ottobre 2026

Biglietti ingannevoli: l'odissea del mio amico Ciccio con Youparty ed Eventbrite per la serata di Halloween




Se anche voi utilizzate le piattaforme online per riservare ingressi o accrediti gratuiti agli eventi della vostra città, fate molta attenzione. Oggi voglio raccontarvi una storia che ha dell'incredibile, capitata proprio in queste ore a un mio caro amico, Francesco Polito (da tutti conosciuto come Ciccio).

La vicenda riguarda la disorganizzata gestione dietro l'evento CARROWEEN | HALLOWEEN @ Carro Social Club (Carroponte), gestito dall'organizzatore Youparty tramite la piattaforma Eventbrite. I fatti dimostrano come un utente possa essere tratto in inganno da indicazioni scritte nero su bianco sui biglietti, per poi scoprire – solo dietro esplicita insistenza – che le regole reali sono ben diverse.
Ecco l'esatto scambio di comunicazioni avvenuto tra Francesco e gli organizzatori.
La cronologia della disorganizzazione: le e-mail tra Francesco e Youparty
Messaggio 1 – Francesco chiede chiarimenti (Ore 11:14)
Ciccio Polito: "Salve, ho fatto l'accredito gratuito per l'evento al Carroponte di sabato 31/10. Volevo sapere come funziona? Abbiamo l'ingresso all'evento oppure bisogna pagare un'altra quota per accedere, perché non è ben chiaro, grazie e saluti"
Messaggio 2 – La risposta dell'organizzatore (Ore 11:33)
Youparty Info: "Buongiorno, l’accredito permette di poter accedere all’evento sul dopo cena in maniera gratuita. Pagherà ciò che consumerà. Saluti."
Messaggio 3 – Il dubbio legittimo sull'orario (Ore 11:53)
Ciccio Polito: "Sul biglietto è riportato 31/10 ore 20:00 como orario d'ingresso, è corretto?"


Messaggio 4 – La sorpresa: il biglietto dice una cosa, loro un'altra (Ore 12:15)
Youparty Info: "Buongiorno, grazie dell’indicazione. Il biglietto che ha scaricato, come indicato nel testo, è valido dalle 22 in poi. Se volete accedere alla cena a buffet, dovete effettuare la prenotazione sul sito. Saluti a presto."
Messaggio 5 – La reazione spontanea di Francesco (Ore 12:19)
Ciccio Polito: "E allora perché cacchio scrivete alle 20?"
Messaggio 6 – Scaricare la colpa sul "sistema automatico" (Ore 12:26)
Youparty Info: "Quell’indicazione la dà il sistema in automatico che è l’orario di inizio dell’evento. Se legge nel testo è tutto specificato precisamente. Se vuole cambiare la modalità di partecipazione non ci sono problemi. Saluti."
Messaggio 7 – La formale contestazione inviata da Francesco (Ore 12:29)
Ciccio Polito: "Gentile Team di Youparty, vi ringrazio per il riscontro, anche se non posso nascondere il mio stupore nel ricevere informazioni così discordanti rispetto a quanto indicato sul biglietto. Sul ticket d'ingresso viene evidenziato in modo del tutto inequivocabile che l'orario di inizio è fissato per le ore 20:00. Scoprire solo ora, e solo dietro mia esplicita richiesta, che l'access gratuito è in realtà valido esclusivamente dalle ore 22:00 in poi rappresenta una grave disinformazione. Trovo che questa gestione sia decisamente disorganizzata e fonte di inutili disagi per gli iscritti che, basandosi sulle vostre comunicazioni ufficiali, pianificano la serata per un determinato orario. Dato che conosco chi si occupa di recensioni e contenuti online, ci tenevo a informarvi che condividerò questa esperienza. Ritengo fondamentale informare le persone e la vostra community su come Youparty ed Eventbrite gestiscono i propri eventi e l'assistenza agli utenti, affinché nessuno si ritrovi bloccato all'ingresso a causa di indicazioni ingannevoli. Cordiali saluti."
Il problema della trasparenza: di chi è la colpa?
Come avete potuto leggere, la risposta dell'organizzatore a Francesco è disarmante: "La colpa è del sistema automatico".
Secondo Youparty, se Eventbrite genera un biglietto stampando a caratteri cubitali l'orario delle 20:00, l'utente finale dovrebbe ignorarlo e andare a scovare un testo secondario che smentisce la validità del titolo stesso. Peccato che, controllando approfonditamente, questa fantomatica limitazione delle 22:00 non fosse minimamente chiara in fase di prenotazione.
Giustificare la disinformazione liquidando il tutto con un "se vuole cambiare modalità non ci sono problemi" dimostra una totale mancanza di rispetto per il tempo e i programmi delle persone. Se un biglietto ufficiale dichiara un orario, l'organizzazione ha il dovere di impostare i sistemi digitali in modo che non siano fuorvianti. Inoltre questo mette in difficoltà anche i proprietari del locali che non possono essere a conoscenza di questo modo ingannevole di attirare clientela.

Se Ciccio si fosse presentato alle 20:00 al Carroponte convinto di avere un accredito valido, sarebbe stato rimbalzato all'ingresso o costretto a pagare a causa di un loro "bug automatico". Questo è un disagio inaccettabile che rischia di rovinare i piani di chiunque.

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