Caro compagno di sventure, se stai leggendo questo post probabilmente hai due cose in comune con me: un dolore che sembra un trapano dimenticato acceso nella zona lombare e una pila di fogli protocollo che servono solo a ricordarti quanto sia creativo il sistema sanitario quando si tratta di lavarsi le mani.
Parliamo chiaramente. Hai la Spondiloartrite Anchilosante — quel nome così altisonante per descrivere il fatto che la tua colonna vertebrale ha deciso di trasformarsi in un pezzo unico di cemento armato — e, per non farti mancare nulla, una bella Stenosi Lombare, che è il modo elegante della medicina per dirti che lo spazio per i tuoi nervi è diventato stretto come un monolocale a Milano durante la settimana della moda.
Eppure, quando il dolore diventa quella sinfonia insopportabile che ti impedisce di allacciarti le scarpe, arriva il paradosso. Lo specialista, con quel sorrisetto di chi ha la soluzione in tasca, ti dice: "Le sedute osteopatiche sarebbero l'ideale per ridare mobilità a quel groviglio di ossa che chiami schiena". Tu esci speranzoso, vai alla cassa e... sorpresa! Il SSN e le assicurazioni ti guardano come se avessi chiesto di farti rimborsare un viaggio alle Maldive per curare la depressione.
Ecco dove scatta il disgusto. La tua salute, quella vera, quella che senti pulsare ogni volta che provi a fare un movimento brusco, non esiste se non ha un codice ministeriale stampato sopra. È una questione di lobby, di confini tracciati col righello tra ciò che è "scienza ufficiale" — ovvero ciò che ha un macchinario costoso dietro — e ciò che è "manipolazione". La Tecar o le Onde d'Urto sono passate perché c'è una macchina, un protocollo standardizzato e un fornitore di hardware che sorride. La Fisiokinesiterapia? Certo, è nel manuale del perfetto cittadino riabilitato dal 1970. Ma l'Osteopatia no. Troppo "umana". Troppo basata sulla sensibilità di un operatore che tocca i tessuti, capisce le tensioni e lavora su quella stenosi che ti sta spegnendo la gamba.
È deprimente vedere come il benessere di un cittadino venga catalogato in base agli interessi delle caste professionali. Se l'osteopatia è stata finalmente riconosciuta come professione sanitaria, perché siamo ancora nel limbo del "paga e taci"? Perché per lo Stato la tua spondiloartrite è una patologia seria solo se la curi con i farmaci che piacciono a loro, ma diventa un hobby privato se cerchi di gestirla con un approccio manuale che, guarda caso, funziona.
Siamo diventati dei codici a barre. Se la tua terapia non rientra in una griglia Excel predefinita da un burocrate che probabilmente non ha mai avuto un'infiammazione in vita sua, allora non è salute: è un lusso. È schifoso pensare che in un momento di fragilità, dove la tua colonna vertebrale ti sta letteralmente chiedendo pietà, tu debba anche fare i conti con chi decide quale parte del tuo dolore sia "rimborsabile" e quale debba restare un costo sul tuo estratto conto. Perché alla fine, tra specialisti che si guardano in cagnesco e assicurazioni che cercano il cavillo per non pagare, chi resta incriccato — in tutti i sensi — sei sempre tu.


