venerdì 26 giugno 2026

Cronache dal Grande Caldo Estivo (ovvero i coglioni del blackout- GRAZIE!!!!!)



Te lo sarai chiesto anche tu, almeno una volta in queste notti allucinanti, mentre fissavi il soffitto nel silenzio improvviso e spettrale della tua camera: “Ma come si fa ad essere così idioti?”

Sì, uso questa parola senza filtri, perché il perbenismo non ci salverà dal prossimo blackout di zona. Siamo nel pieno dell'estate, l'aria è una cappa pesante che sa di asfalto fuso e rassegnazione. Eppure, puntuale come le zanzare, si ripresenta la solita, deprimente commedia umana dell'egoismo tecnologico.

Immagina la scena. Interno sera, una casa qualunque della nostra ridente e surriscaldata città. C'è qualcuno che, con la grazia di un elefante in un negozio di cristalli, decide che è il momento perfetto per:

  • Accendere la lavatrice (perché "ehi, la tariffa bioraria!").

  • Far partire la lavastoviglie.

  • Attaccare tre tablet, due smartphone e magari pure il ventilatore di riserva.

  • E, ciliegina sulla torta, impostare il condizionatore a temperature polari. 18 gradi.

Dico io, vuoi capire o no che la rete elettrica non è un pozzo infinito? Che se pretendi di ricreare l'inverno siberiano nel tuo salotto mentre lavi i panni, per forza di cose si creerà un sovraccarico? Non serve una laurea in ingegneria, basterebbe il sussidiario delle elementari. Eppure no.

La logica del "pago e quindi faccio quello che voglio" è il vero virus di questa società. Un individualismo cieco che si ferma esattamente al perimetro del proprio zerbino.

E così, puntuale, scatta il dramma collettivo. Il quartiere si spegne. Il condizionatore emette quell'ultimo, debole gemito prima di morire, lasciandoti addosso il sudore che ricomincia a imperlare la fronte. Ma il buio non porta il silenzio, tutt'altro. Inizia l'inferno sonoro: le sirene degli allarmi che scattano all'unisono, urlando nella notte come anime dannate; i vicini che si affacciano ai balconi con le torce degli smartphone, le facce stravolte e livide, gli occhi sgranati dal sonno interrotto, a chiedersi vicendevolmente "anche da te è andata via?".

Poi, dopo ore di agonia, la corrente ritorna. E via con la seconda sinfonia: i "bip" isterici di lavatrici che si riavviano, televisori che si accendono da soli illuminando le stanze a giorno, frigoriferi che tossiscono ripartendo a pieno regime.

Mi viene da ridere – per non piangere – se penso che l'essere umano ha conquistato lo spazio, ha mappato il DNA, ma capitola miseramente di fronte al termostato di un condizionatore. Basterebbe impostarlo a 25 gradi, deumidificare, usare un briciolo di empatia per il resto del mondo che condivide la stessa cabina elettrica. Ma l'altruismo, si sa, non rinfresca la stanza.

Siamo ostaggi dell'idiozia altrui. E la cosa più triste è che domani, alla stessa ora, saremo daccapo. Buon refrigerio a tutti, finché dura.

mercoledì 24 giugno 2026

Il Calciomercato dei Paradossi: SI 70€ per Palestra e NO 50€ per Guirassy



Mettetevi comodi, perché oggi dobbiamo fare un discorso serio, di quelli che tolgono il velo di ipocrisia al calcio moderno. Da più di un mese non si fa altro che fare nomi che lasciano il tempo che trovano, profili alla Sørloth che – con tutto il rispetto – non fanno certo sognare. Per non parlare di certe scelte in panchina, come Juric, su cui sarebbe meglio stendere un velo pietoso per non infierire. Ma la vera domanda, quella che mi tormenta e che dovrebbe tormentare chiunque ami ancora la logica di questo sport, è un’altra: chi dirige davvero gli interessi del calciomercato?

La risposta fa male, perché la sensazione è che il mercato sia ormai in mano a un oligopolio, a pochi gruppi di potere che si palleggiano commissioni milionarie alle spalle della passione dei tifosi.

Prendiamo un caso concreto, un paradosso sotto gli occhi di tutti. Sono due anni che un grande centravanti si sta mettendo in luce a suon di gol e prestazioni devastanti, prima trascinando lo Stoccarda e poi confermandosi un fattore totale sia in Bundesliga che in Champions League con la maglia del Borussia Dortmund. Parlo di Serhou Guirassy. Uno che nell'ultima stagione ha timbrato il cartellino 22 volte. Uno che ha una clausola rescissoria accessibilissima, fissata a 50 milioni di euro.

Ora, fatemi capire: com’è possibile che nessuno in Italia ne parli concretamente? Com'è possibile che non ci sia la fila per prenderlo?

Cifre Follia e Algoritmi Fantasma

Mentre per un talento emergente come Palestra si sentono sparare cifre assurde che orbitano intorno ai 70 milioni di euro, un attaccante fatto, finito e letale come Guirassy viene ignorato dai radar del nostro campionato. A questo punto sorge il dubbio spontaneo: ma gli algoritmi di cui tanto si vantano i direttori sportivi oggi, li guarda qualcuno in questi casi? O i dati servono solo come paravento quando fa comodo?

La verità nuda e cruda è che il valore tecnico sembra passato in secondo piano. Oggi non si compra il giocatore più funzionale o quello che segna di più; si compra dove le sponde dei procuratori e gli incastri degli agenti sono più fluidi, dove i flussi di denaro accontentano tutti gli intermediari della filiera.

Se vogliamo davvero salvare il calcio, dobbiamo rimettere al centro i valori del campo. Fino ad allora, assisteremo a sessioni di mercato teatrali, dove i veri colpi da 50 milioni restano un miraggio per noi e una fortuna per i club di Premier o Liga, mentre qui continuiamo a inseguire le solite piste di fumo.

martedì 16 giugno 2026

Liberate "The Final": perché il concerto d’addio degli Wham! del 1986 a Wembley appartiene a tutti noi




Cari amici, fan e cultori della grande musica, vi parlo col cuore in mano.

Tutti noi conosciamo la storia ufficiale: quel 28 giugno 1986 lo stadio di Wembley tremava d'amore per l'ultimo storico show degli Wham!. Un evento epocale, interamente filmato da professionisti, che però George Michael decise di bloccare per sempre nei cassetti di una casa discografica perché non soddisfatto della resa tecnica. Da allora, siamo condannati a guardare pixel sgranati su YouTube e frammenti rubati dai tg dell'epoca, mentre sul mercato girano solo vecchie compilation di videoclip che lasciano l'amaro in bocca.
Oggi voglio fare un appello accorato, forte e disperato a chiunque abbia il potere di cambiare le cose: eredi, discografici, manager. Restituiteci quel concerto!
Chi ha amato George Michael e gli Wham! non può essere privato di questa meraviglia, specialmente alla luce della dolorosa scomparsa di George. La decisione di nascondere questo tesoro non può e non deve spettare solo a un vecchio veto del passato. Questa è storia della musica. Questa è arte pura, e l'arte non può essere sequestrata o tenuta sotto chiave.
Faccio un appello formale: superate l'ostacolo. Trovate un accordo economico con gli eredi, investite nel restauro digitale, fate quello che serve, ma rendete finalmente commercializzabile e visibile il video integrale di Wembley 1986. Abbiamo il diritto di piangere, ballare e vedere Elton John vestito da Ronald McDonald in alta definizione. Liberate la bellezza, prima che sia troppo tardi.
Condividete questo post. Facciamo sentire la nostra voce.#LiberateTheFinal#LiberateTheFinal #WhamWembley1986#WhamWembley1986 #GeorgeMichaelArchive#GeorgeMichaelArchive #WhamTheFinal#WhamTheFinal #UnsealTheFinal#UnsealTheFinal#ConcertOfA_Lifetime#ConcertOfA_Lifetime #MusicHistoryMatters#MusicHistoryMatters #GeorgeMichaelFans#GeorgeMichaelFans #BringBackWham#BringBackWham