L'indebolimento dell'autorità decisionale. In passato, l'arbitro era il giudice unico, capace di sbagliare, certo, ma anche di dare continuità all'azione. Oggi assistiamo a una metamorfosi:
L'incertezza psicologica: Sapere di avere un "paracadute" digitale porta inevitabilmente a una minore reattività. Perché rischiare una chiamata difficile se qualcun altro lo farà per te davanti a un monitor?
La perdita di sensibilità: Il calcio è fatto di contatti, intensità e dinamismo. Rallentare un'azione a un fotogramma al secondo decontestualizza il gesto atletico, trasformando ogni minimo tocco in un potenziale reato da rigore.
Il Tempo: Il Nemico del Pathos
Aspettare cinque minuti per convalidare un gol è come leggere il finale di un libro dopo aver aspettato che qualcuno ti dia il permesso di voltare pagina. L'esultanza diventa condizionata, quasi timida.
"Si segna, ma non si esulta più subito. Si guarda l'arbitro, che a sua volta guarda il vuoto aspettando una voce in cuffia. È un cortocircuito emotivo."
Ed è una vera cazzata, perché non si può vivere le emozione di un momento al rallentatore senza sapere se sia giusto esultare per non venire subito delusi dopo qualche momento
Lascia proseguire sta minchia di azione, verifica in sala Var se vi sono palesi ed EVIDENTI errori dell'arbitro e poi eventualmente ferma l'azione
Inoltre ne vogliamo parlare della stupidità di annullare un gol per mezzo tallone in fuorigioco ???? Cacchio un minimo di tolleranza, un tot di centimetri, per rientrare dentro un senso umano delle cose, ed alimentare una passione che non potrà mai essere tecnologica
Pure st'altra cazzata delle mani, ma dai non si può avere dei movimenti senza muovere le mani, bisogna tornare alla volontarietà del gesto e lasciare che sia l'arbitro ad interpretarla in campo, è l'unico che può verificarla in diretta sul campo, ed è giusto sia così
Certamente, l'ironia della sorte vuole che la tecnologia, nata per eliminare le polemiche, ne abbia create di nuove e forse più feroci, perché ora si discute non solo sul fatto, ma sull'interpretazione di un fermo immagine. Se l'arbitro diventa un "notaio" del Var, perdiamo quella figura umana che, pur con i suoi limiti, garantiva la fluidità di un gioco che per sua natura dovrebbe essere inarrestabile.

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