Ieri, guardando lo show di Crozza, ho avuto l'impressione che la sua ispirazione si sia ormai esaurita. Propone personaggi che si replicano vicendevolmente nelle sfumature, una critica politica ormai satura e una continua forma di autolesionismo che fa leva sui peggiori difetti del popolo italiano. Certo, la radice del problema è evidente: se esiste un personaggio come Razzi, significa che qualcuno lo ha portato fino a quel livello, ma da qualche parte bisognerà pur ripartire. Negli ultimi dieci anni, gli unici ad avermi offerto un barlume di speranza sono stati Grillo (durante il tour elettorale) e poi Bersani e Renzi nel confronto per le primarie. Per il resto, il nulla. Di Grillo mi sono fidato, l'ho votato, e mi sono ritrovato Enrico Letta come capo del governo. Ora che di Bersani non c'è più traccia, l'unico punto di riferimento rimane Renzi. Capisco le critiche sulle frasi fatte e sulla gestione della comunicazione "all'americana" curata da Gori, ma è un dato di fatto: per comunicare a un popolo culturalmente debole servono messaggi semplici. Solo il fatto che il buon Matteo sia così osteggiato persino all'interno del suo stesso schieramento — quello storicamente legato e influenzato da Carlo De Benedetti — giustifica la mia scelta e alimenta una minima speranza per il futuro del nostro quadro politico.

1 commento:
si controlla ma n on è cambiato nulla in tre anni nemmeno tu
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