martedì 10 maggio 2011

Amministrative 2011 - Milano - il vero voto è non votare

"I 21 fallimenti della Moratti"

Pisapia presenta il suo controlibretto sul sindaco uscente: "Nei cinque anni del suo governo
i problemi della città sono peggiorati". Expo, trasporti, voucher: "Nessun impegno mantenuto"

di ORIANA LISO
ventuno temi declinati come ventuno fallimenti:
La scelta del primo tema — l’aria che respiriamo — è indicativa: perché è sul fallimento di Ecopass, sui 35 giorni consecutivi di sforamento del Pm10 dall’inizio dell’anno, sui ritardi nei piani di incentivi per la sostituzione delle caldaie e sulle difficoltà logistiche per la ricarica dei veicoli elettrici che Pisapia e i partiti della sua coalizione battono.
L’abbecedario delle promesse non mantenute insiste molto sui temi della mobilità sostenibile e dell’ambiente: lo fa parlando dell’obiettivo mancato delle 5mila bici del bike sharing, del car sharing, delle piste ciclabili — con i dati di Ciclobby: Milano è 13esima in Italia per estensione delle piste e 72esima per indice di ciclabilità — , delle isole pedonali, soprattutto dei trasporti pubblici, con i ritardi infiniti per le linee 4 e 5 del metrò. Una lettera, la t di trasporti, che si lega così alla e di Expo: la Moratti dedica all’evento solo le ultime due pagine della sua brochure, ma nei manifesti elettorali lo utilizza brandendo la clava dei 61mila posti di lavoro previsti.

«Le case popolari, fino a qualche decennio fa luoghi dignitosi dove vivere sono ormai invivibili perché non sono più state fatte le manutenzioni»: è con quattro lettere dell’alfabeto che l’opposizione racconta le promesse mancate della Moratti sui temi della casa, della famiglia, dei giovani, degli asili. L’enfasi sul servizio di pasti a domicilio per gli anziani? «Quasi una beffa: fornisce solo un pasto al giorno, e non è previsto né sabato né domenica». Le liste d’attesa eliminate negli asili nido? «Un trucco per azzerarle è quello di utilizzare strutture inadeguate e sovraffollate». Sul binomio preoccupante lavorogiovani, ci sono anche piccole cose. Come sui voucher dell’assessorato alle Attività produttive: da comunicato del Comune, sono stati 68 nel 2010 i giovani assunti con quei buonilavoro. Chiosa il “controlibretto”: «A Milano si dice: piutost che nient, l’è mei piutost, ma da qui a suonare le fanfare per questi numeri ce ne corre...».
A presentare la raccolta delle promesse non mantenute, con Pisapia c’era Piero Bassetti, che non ha usato mezzi termini: «Spiace che la Moratti, che era una moderata, si sia messa al servizio della disfunzione e della corruzione politica e morale: ora tutta Milano deve risollevarsi».

Poi :

L'INTERVISTA

Milly Moratti punge la cognata Letizia
"Ostaggio delle lobby e di Formigoni"

La moglie di Massimo, il presidente dell'Inter, guida una lista pro Pisapia, lo sfidante del sindaco

di ETTORE LIVINI
«Letizia Moratti? Un sindaco che non conosce Milano. Manovrato da Roberto Formigoni e dalla sua area politica, pur non essendo mai stata di Cl, e ostaggio delle lobby finanziarie della città». Parola della cognata Milly Moratti, fisico teorico («non posso dire fisica per colpa del maschilismo della scienza») scesa in campo nella corsa a Palazzo Marino al fianco di Giuliano Pisapia con una lista che porta il suo nome.

Ora però un po’ d’esperienza se la sarà fatta. Che eredità ci lascia?
«Un piano “sregolatore” disegnato dagli interessi di finanzieri e immobiliaristi. Una città senza identità in stile Abu Dhabi. Un Comune che non ascolta i cittadini, sensibile solo ai desiderata dei commercianti. Un tessuto sociale dove vincono gli egoismi collettivi e si mandano giù anche le più macroscopiche offese alle regole».

Qualcosa di buono ci sarà pure.
 «Aspetti eh! Mi sto sforzando. Mhh... Sono in grave imbarazzo a salvare qualcosa. Bisogna chiederlo ai cittadini».

Si è arrabbiato il sindaco quando ha messo il marchio Moratti al fianco di Pisapia?
«Veramente io faccio politica da dieci anni, sono presidente della Fondazione Emergency e dell’associazione Chiamamilano che con le sue centraline anti-inquinamento ha fatto diventar matto Formigoni. Comunque no, non ci siamo parlate»

Allora siamo d'accordo, in questi anni non è stata fatta una buona politica per la città di Milano, come non lo è stata per quella nazionale...

Milly dice che sono dieci anni che fa politica, ed in questi anni cos'ha fatto per la città di Milano? Grazie alle conoscenze è diventata presidente per emergency, che si occupa dei problemi degli africani? Si è occupata delle centraline antinquinamento? Ma qual è stata la differenza per i cittadini se l'inquinamento ha continuato a crescere? Ma poi lei non è una di quelle che vive grazie al Potere dell'Oro Nero (petrolio - saras) , ed i gas di scarico e riscaldamenti a gasolio non sono una delle maggiori fonti d'inquinamento? Non è un controsenso questo, non determina un'incoerenza d'intenti?
Ha fatto qualcosa in questo senso in questi dieci anni? Ha cercato di sacrificare parte del suo benessere in virtù del benessere della città?
Criticare ha senso unicamente quando si producono azioni che determinano un'alternativa concreta e tangibile e non solo per ottenere consensi

L'UNICO MODO PER DIMOSTRARE IL PROPRIO DISAPPUNTO E' QUELLO DI DETERMINARE UNA SCONFITTA PER TUTTI I PARTECIPANTI, LA VITTORIA SARA' QUELLA DI OTTENERE UNA CLASSE POLITICA CHE SI PRENDA CARICO DEL NOSTRO BENESSERE E NON PENSI UNICAMENTE AL PROPRIO GUADAGNO.
NESSUNO E' DEGNO DI QUESTO IN TALE MOMENTO, QUINDI L'ASSENZA AL VOTO E' LEGITTIMA

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