Caccia, la carica dei 900mila
Brambilla contro le doppiette
Al via da ieriIl ministro del Turismo testimonial degli animalisti: è un “atto stupido”. Contrari anche l’80% degli italiani.
Ma si spara fino a gennaio.
Ieri si è alzato il sipario sulla stagione venatoria. Circa 900 mila cacciatori (700mila iscritti alle associazioni e 200mila privati) sono tornati a sparare, pur rispettando le novità introdotte dalla legge 157 (quella che regola l’attività venatoria nel nostro Paese).
“Fermare la carneficina”
Intanto sono oltre 100mila le firme raccolte per abolire quella che gli animalisti definiscono “la barbara pratica della caccia”. Pratica contro la quale si è scagliata il ministro del Turismo Michela Brambilla (Pdl): “La coscienza animalista è una grande ricchezza di cui essere orgogliosi”. Il ministro mira a una modifica della normativa: giudica, ad esempio, inammissibile che si possa sparare fino a 100 metri di distanza da abitazioni, fabbriche e luoghi di lavoro. “Noi - ha dichiarato al Corriere della Sera - vogliamo interrompere questo scempio. Via le doppiette dai fondi privati”. Nel Bresciano
ferito un 64enne
Se l’è invece cavata con ferite giudicate guaribili in pochi giorni il cacciatore 64enne che, poco prima delle 8, a Pudiano di Orzinuovi, nel Bresciano, è stato raggiunto al volto da alcuni pallini sparati dall’amico che lo accompagnava. Il ferito è stato portato al Civile di Brescia per essere medicato. Riferendo dell’accaduto, l’uomo che ha sparato ha detto: “Sembrava proprio una femmina di fagiano: invece era la testa del mio amico”.
Scusate ma come azione deterrente, e questo lo dico a tutte le associazioni impegnate, (Lav, Enpa, Lipu, Oipa), per abolire una forma di così elevata inciviltà, non sarebbe meglio commercializzare cappellini abbelliti con penne di fagiano, perlomeno si divertono lo stesso e non rompono il ca..o agli animali
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