venerdì 19 dicembre 2025

Stralcio da Elcoche: Capitolo 5 - L'arte per insegnare




In questa risposta, Elcoche utilizza la musica di Mozart come metafora per trasmettere un insegnamento profondo sulla vita e sulla capacità di cogliere le occasioni, pur mantenendo un tono severo e autoritario riguardo al loro rapporto di collaborazione

Ecco il testo della risposta di Elcoche, che riflette perfettamente lo stile riflessivo ed empatico che abbiamo imparato a conoscere:

“Cara Paola, alcune domeniche fa ho avuto il piacere di ascoltare all’auditorium il “Requiem di Mozart” magistralmente eseguito dall’orchestra e dal coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia. Non è di Mozart che intendo parlare, ma del brivido che ho provato durante l’esecuzione del Dies irae.

Il grande compositore morì proprio dopo aver completato questo pezzo e la moglie, Constanze, rinvenute decine di spartiti sulla scrivania del marito, delegò il completamento del Requiem a tre suoi allievi.

Mozart evoca la grandiosità di Dio, sia nell’ira che nella misericordia. Se ascolterai questo pezzo ad occhi chiusi, ti sembrerà di sentire un coro di angeli che con una dolcezza senza eguali sa lenire ogni brutalità, così che il “Dio giudice” ci diventa amico e fratello. La vita ci offre sempre un’altra occasione, ma noi dobbiamo saperla cogliere.

Detto questo, non permetterti mai più, e dico mai più, di usare con me toni polemici e volgari. Ti ricordo che sei stata tu a richiedere il mio aiuto e sempre tu hai precisato di averne un assoluto bisogno. Io ho deciso di aiutarti e ti ho dettato delle condizioni che tu hai accettato."

Questo momento segna un punto di svolta nel loro rapporto, dove la bellezza dell'arte si scontra con la rigidità delle regole imposte dal "Maestro" per forgiare il nuovo carattere di Paolo/Paola.

giovedì 18 dicembre 2025

La Famiglia Nel Losco

 



Visto che ormai pare tutti abbiano detto la loro, tocca anche a me dire la mia sulla raccapricciante vicenda della famiglia nel bosco.

Partiamo dalle premesse: si tratta di una famiglia di extracomunitari clandestini, una coppia con bambini, senza permesso di soggiorno, che occupavano un rudere inagibile e relativo terreno circostante comprati per quattro spicci, in mezzo ai boschi dell'Abruzzo, assieme a qualche animale da cortile, senza che fino ad un anno fa nessuno o quasi sapesse della loro esistenza.
Rudere senza acqua corrente, riscaldamento, servizi igienici, stanze separate, elettricità (tranne per un ridicolo singolo pannello fotovoltaico).
Nulla di nuovo, si direbbe: quelle stesse condizioni di degrado le abbiamo viste altre volte tra gli immigrati clandestini, dove la miseria economica va spesso di pari passo con quella culturale e talvolta ahimé anche morale.
La novità peró questa volta é che la coppia é anglo-australiana, e quel degrado sarebbe una scelta di vita "sana", lontana dalla civiltà ed a contatto con la natura, fedele al mito del "buon selvaggio" di Rousseau, se solo i due imbeciIIi sapessero chi fosse.
Cosí succede che i due sempIiciotti (lui sedicente chef incapace di riconoscere i funghi commestibili, lei sedicente sensitiva incapace di prevedere l'arrivo delle forze dell'ordine), forse convinti che la natura sia benevola e tutti i suoi generosi frutti siano salutari, avvelenano i figli con i funghi, e devono cosí ricorrere all'ospedale, figlio di quella civiltà corrotta e corruttrice che tanto disprezzano, e relative cure mediche, ovviamente gratuite, ovvero pagate da quei cittadini corrotti dal sistema schiavista al punto da dover persino lavorare e pagare le tasse, anziché passare la giornata a rincorrere farfalle nel bosco.
Ma del resto, l'alternativa sarebbero state tre piccole fosse sul retro del rudere, visto che tre bare bianche e relativo funerale, sarebbero costate soldi che non avevano.
Quando i tre pargoletti arrivano in ospedale, ed i sanitari si danno da fare interferendo inopinatamente con quelle leggi di Darwin cui i due ammmmorevoli genitori sono devoti, si rendono conto subito che c'é qualcosa che non va, non fosse altro che i due imbeciIIi si oppongono al sondino nasogastrico necessario per salvarli, perché i bambini "non debono mai entrare in contatto con la plastica bruta e kativa".
I sanitari si rendono anche conto che i bambini hanno comportamenti strani, al punto da sospettare un ritardo nello sviluppo psicofisico rispetto alla loro età.
E probabilmente capiscono anche che non hanno mai visto un pediatra, un dentista o un oculista, né hanno mai fatto alcuna profilassi vaccinale.
Del resto, se vivi come vivevano i contadini delle aree piú degradate due secoli fa, devi anche accettare il fatto che c'era un motivo se la loro aspettativa media di vita era di 35 anni, e metà dei figli non arrivavano all'età adulta...
O forse pensavi che vivere in un rudere senza acqua corrente e riscaldamento tra muffe, pulci e marcescenze, cagando in un buco nel bosco, pulendoti il culo con le mani nude, senza uno spazzolino da denti perché vuoi evitare la plastica, e pisciando tutti assieme in un pitale vicino alla stufetta ed al pagliericco dove dormi, fosse una vita salubre, specialmente per i tuoi figli?
Perché magari quando c'é l'ammmmore c'é tutto, ed al resto provvederà madre natura, a partire da pulci, pidocchi, zecche, cimici, parassitosi e carie?
Al che i sanitari decidono giustamente di segnalare la famiglia di mentecatti ai servizi sociali (si badi bene che questo accadeva oltre un anno fa), i quali con la massima discrezione e delicatezza (nonostante le opposte ricostruzioni di quel cogIione di Salvini e delle anaIfacapre delle destre populiste, che non perde mai occasione di ricordarci quanto il suffragio universale sia un'idiozia) iniziano ad avvicinare la famigliola nel bosco, per vederne le effettive condizioni di vita.
E scoprono, oltre a quanto sopra, che i bambini non hanno nessun contatto con coetanei, sono completamente alienati da socializzazione, educazione, sport... nemmeno lo studio é garantito, perché i due cerebroIesi di genitori non gli fanno homeschooling (ovvero un programma didattico in famiglia che segue comunque quello ministeriale, con relativi esami periodici, che é completamente legale), ma scelgono l'unschooling (nessun programma, studino il cazzo che vogliono, quando vogliono, e se gli garba... quello che devono davvero imparare, lo imparano dagli alberi e dagli animali da cortile che tengono nel rudere).
Scoprono anche che hanno già cambiato QUATTRO Stati per non sottostare a quegli stessi obblighi che anche l'Italia vorrebbe rispettassero, se non altro in quanto ce lo impone la CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA E DELL'ADOLESCENZA, approvata, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, e ratificata dall’Italia con la legge 176/1991.
Ma un anno di trattative non risolvono nulla, i due imbeciIIi rimangono fermi sulle loro posizioni.
Come massima concessione accettano un'insegnante molisana che forse prova a trasformare l'unschooling in homeschooling, senza successo.
Addirittura il Comune gli offre di aiutarli a rendere il rudere agibile e magari ottenerne almeno l'abitabilità (servizi igienici con fossa biologica, acqua corrente, tramezze divisorie, corrente eletteica, serramenti ecc.), ma i due sciroccati rifiutano.
Alla fine, dopo un anno, intervengono le forze dell'ordine, che NO, NON SOTTRAGGONO i bambini ai genitori, ma i impongono a tutta la famiglia il trasferimento in una struttura abitabile.
Tuttavia mentre la madre ci si trasferisce con i figli (la cui frequentazione a quel punto segue le norme sulle situazioni a rischio, dato che pare evidente si abbia a che fare con degli squilibrati), il padre decide di rimanere nei boschi a badare alle bestie.
Si noti che l'intervento era inderogabile, posto che ai minori sono negati almeno tre diritti costituzionali fondamentali: salute, istruzione e socializzazione.
Questa la storia vera, sic et simpliciter.
Su cui tuttavia orde di imbeciIIi populisti, mammine pancine, animelle belle, ed i loro vergognosi politici di riferimento sempre pronti a vendere la madre (che comunque l'ha sempre fatto per professione) per quattro voti in piú, hanno iniziato a cavalcare la solita narrazione contro magistratura (che dovrebbe occuparsi dei figli dei Rom), l'unione europea (che non c'entra nulla, ma ci sta bene con tutto), lo stato asfissiante che interferisce con i diritti dei genitori di aIIevare i figli come gli garba, big pharma che li vuole vaccinare e fare ammalare, gli assistenti sociali che distruggono famiglie e rapiscono bambini (vi ricordate di Bibbiano?), e tutta la solita serie di idiozie tipiche dei sempIiciotti cui ci si ostina, inspiegabilmente, a riconoscere il diritto di voto.
Per cui, se siete tra questi ultimi, e non vi é chiaro che quei due genitori sono dei pericolosi imbeciIIi i cui figli vanno tutelati, andatevene fuori dai coglioni, che questa non é la bacheca giusta per i mentecatti.

mercoledì 17 dicembre 2025

25mila€ risarcimento congruo per stupro e revenge porn secondo il giudice Maria Beatrice Parati


Si è chiuso il processo per revenge porn per Leonardo La Russa: dovrà risarcire la vittima con 25mila euro. L’amico Tommaso Gilardoni è stato condannato a un anno.



Leonardo La Russa, figlio del presidente del Senato, pagherà 25mila euro alla ragazza che lo ha accusato di averla violentata nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2023 a Milano. L'accusa di stupro era stata archiviata mentre era rimasta quella per revenge porn sia per lui che per l'amico dj, Tommaso Gilardoni. Entrambi infatti erano accusati di aver diffuso video intimi della giovane. La giudice del tribunale di Milano, Maria Beatrice Parati, ha dichiarato che, nel caso di La Russa jr, non si deve procedere per il reato di revenge porn mentre Gilardoni è stato condannato a un anno con pena sospesa e dovrà pagare un risarcimento di 7mila euro, a cui si aggiungono 4mila euro di spese processuali.

Adesso mi chiedo, con un’amarezza che sa di fiele, se la bilancia della giustizia avrebbe oscillato allo stesso modo se su quel piatto non ci fosse stata una sconosciuta, ma il figlio del giudice stesso o del politico. Se l'immagine della propria carne e del proprio sangue, degradata dalla sodomia e derisa dai commenti del web, fosse finita sugli schermi di migliaia di estranei, avrebbero ancora parlato di "congruità"?




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