mercoledì 28 gennaio 2026

Ehi Muso ma cambiare preparatore atletico no???? Devi farlo anche per noi che siamo orfani di Re Roger, please




Mi ero svegliato con quella rara sensazione di ottimismo, un’alba che sembrava promettere finalmente il compimento di un destino. Le premesse per sconfiggere il grande Re degli Australian Open c'erano tutte, si respiravano nell'aria tersa del mattino.

Ed infatti, Lorenzo stava mettendo in scena un’opera d’arte. Un Musetti mai visto: una costanza che pareva scolpita nel marmo, una rapidità felina e una solidità mentale che, a certi livelli, non gli avevamo mai riconosciuto. Lo guardavo giocare e provavo quel brivido che solo la bellezza autentica sa regalare. Eppure, per l’ennesima volta, il nastro della storia si è spezzato sul più bello, proprio quando la vetta sembrava a un passo.

È amaro doverlo ammettere, ma sono troppe le occasioni sfumate perché si possa ancora parlare di semplice sfortuna o di un destino cinico e baro. Non è possibile fermarsi così, soprattutto — come ha sottolineato lui stesso con una nota di sconforto nell'intervista — proprio all'alba della stagione, quando le energie dovrebbero essere ancora intatte.

C'è un'urgenza quasi fisica in questo stallo. Muso è strabello da vedere; il suo tennis è una danza che fa godere chiunque ami questo sport, un’estetica che potrebbe tranquillamente sedere allo stesso tavolo di Carlos e Jannik. Ma la bellezza, senza la consacrazione di uno Slam, resta un’incompiuta che mette malinconia.

Serve una svolta radicale. Deve avere il coraggio di scegliere un team di preparatori che sappia trasformare il suo talento in acciaio, seguendo l'esempio di Jannik o quello che fece Nole quando capì che il suo corpo era l'unico ostacolo tra lui e l'immensità. Fare le cose fatte per bene non è un optional, è un dovere verso un dono così raro.

Devi farlo per te stesso, Lorenzo, ma ammettiamolo con un pizzico di autoironia: devi farlo anche per noi. Siamo ancora qui, orfani inconsolabili di Re Roger, a mendicare tra un campo e l'altro un po' di quella poesia che solo certi colpi sanno sprigionare. Non lasciarci soli con la nostra nostalgia, Muso. La bellezza è un peso meraviglioso, ma non permettere che l'avidità di gloria degli altri soffochi la tua luce prima che sia mezzogiorno.

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