Due pagine, il memoriale. E una risma di allegati.
Di copie di mail, lettere, documentazione ritenuta importante per difendersi
dai nemici interni e delle Sacre Stanze, e dalle contestazioni che il
«tribunale» dello Ior, il cda, gli aveva rivolto nel processo che poi si è
concluso con la sua destituzione.
Ettore Gotti Tedeschi, l’ex numero uno dello Ior
defenestrato il 24 maggio, aveva paura di essere ucciso e per questo aveva
consegnato una copia del memoriale alla sua segretaria, dandole indicazioni
precise che nel caso in cui gli fosse accaduto qualcosa avrebbe dovuto far
recapitare il materiale completo degli allegati a tre precisi indirizzi che
corrispondono a quello di un giornalista, di un avvocato e di un suo amico
personale. Un’altra copia, invece, era indirizzata al Pontefice attraverso il
suo segretario particolare Padre Georg Gänswein.
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