martedì 25 ottobre 2011

L'uso improprio delle tragedie - il rispetto è anche nel silenzio

 


Ho sentito dire...non c'è differenza rispetto a quello che i giovani fanno oggi creando un gruppo dietro l'altro oppure taggando la frase da far girare... ai nostri tempi si scriveva sui diari, non penso proprio che sia la stessa cosa!!!


La differenza è che a nostri tempi, ho quarant'anni, c'era la condivisione di un dolore o di uno stato di commozione, adesso invece tramite l'uso dei social vi è un'appropriazione ed è questo che da fastidio, non lo si fa perchè lo si sente, bensì spesso per risultare visibile agli altri

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