mercoledì 25 maggio 2011

Ho smesso di Pensare



Cominciò tutto in modo innocente. Cominciai a pensare in discoteca od al pub, ogni tanto, per divertirmi un po' ma come prevedibile, una cosa tirò l'altra e ben presto fui più che un pensatore occasionale.
Cominciai a pensare con più frequenza - "per rilassarmi" dicevo tra me - ma lo sapevo che non era vero. Pensare divenne necessario e alla fine pensavo in continuazione, ogni momento era opportuno per farlo.
Cominciai a pensare sul lavoro, stando sempre ben attento a capi e colleghi perché sapevo di non poter  mescolare pensiero e lavoro, ma non riuscivo a fermarmi.
Cominciai ad evitare gli amici durante le pause per leggere Thoreau e Kafka. Poi ritornavo in ufficio turbato e confuso, chiedendomi: "Cosa esattamente ci faccio qui?"
Le cose non andavano bene neppure a casa. Una sera spensi la tv e chiesi a mia moglie quale fosse il significato della vita. Quella notte lei andò a dormire da sua madre.
Ben presto mi feci la reputazione di pensatore pesante. Un giorno il mio capo mi chiamò nel suo ufficio. Disse: "Senti, tu mi piaci e mi dispiace dirtelo, ma tu pensi, e questo è un problema. Se non smetti di pensare sul lavoro, dovrai cercarti un altro posto." Questo mi dette molto da pensare.

Poco dopo questa ... “conversazione” col capo tornai a casa e confessai a mia moglie che da un po' di tempo stavo pensando.
"Lo sapevo che stavi pensando" disse lei "e voglio il divorzio".  "Ma dai, cara, non è poi così serio."
"È serio invece" disse lei, tremando "Tu pensi e t’interroghi sui significati, ma questo non porta soldi. Per cui se continui a pensare ci troveremo in rovina."
"Questo è un pensiero di gretto materialismo." Dissi con impazienza, e lei cominciò a piangere. Ne avevo abbastanza. "Vado in biblioteca!" Urlai sbattendo la porta.
Mi diressi alla biblioteca, desiderando un po' di Nietzsche e ascoltando un programma culturale alla radio. Schizzai fuori dall'auto e corsi alle grandi porte di cristallo. Non si aprirono. La biblioteca era chiusa.
Oggi io penso che una Potenza Superiore stesse proteggendomi quella sera.
Mentre sedevo per terra, aggrappato al freddo cristallo, desiderando spasmodicamente Zarathustra, un manifesto colpì la mia attenzione. Diceva. "Amico, il pensiero pesante ti sta rovinando la vita?" Probabilmente riconoscete questo slogan. È scritto in tutti i manifesti della Pensatori Anonimi.
Oggi io sono un pensatore in disintossicazione. Non perdo mai un incontro della PA. Ad ogni incontro guardiamo un video non-educativo. La settimana scorsa abbiamo guardato "Porky's". Poi ci diciamo come siamo riusciti a ad evitare di pensare dall'incontro precedente.
Ho ancora il mio lavoro, e a casa le cose vanno molto meglio.
La vita sembra... più facile, in qualche modo, da quando ho smesso di pensare.

Nessun commento: