lunedì 19 ottobre 2026

Lutto Nazionale a Sky Sport: È Caduta la Madama



C'è un momento preciso, nelle domeniche di campionato, in cui il palinsesto televisivo smette di essere giornalismo sportivo e si trasforma, quasi d’incanto, in un rito di condoglio collettivo.

Ieri sera ne ho avuta la conferma definitiva: quando la Juventus perde, nello studio di Sky Sport non si fa analisi tattica, si osserva un minuto di silenzio. Volti tirati, toni da requiem, sguardi smarriti di chi sta elaborando un trauma improvviso. Una squadra senza un'idea chiara e dal valore tecnico discutibile viene letteralmente surclassata da una Lazio compatta, arrembante e piena di spirito? Niente paura, non si celebra il merito di chi ha vinto: si piange il destino avverso di chi ha perso. È la dote della casa.


Il Direttore sta facendo un lavoro straordinario nel cancellare ogni minimo campanilismo dalle telecronache e dai dibattiti. Si percepisce proprio quell'imparzialità svizzera, quell'equidistanza impeccabile che vi fa onore. Non traspare minimamente per chi batte il vostro cuore, continuate pure così: la vostra riservatezza è da premio Pulitzer per l'obiettività.

Nel frattempo, noi comuni mortali continuiamo a goderci lo spettacolo del campo... e quello, ben più comico, delle vostre facce.



venerdì 16 ottobre 2026

Il calcio italiano va a due all'ora: l'Europa ci sbatte in faccia la realtà fisica (e i nostri errori macroscopici)




Che batosta. Se questa tornata di coppe europee ci ha lasciato in dote una certezza scientifica, è che il calcio europeo corre al doppio della nostra velocità. Non parliamo solo di chilometri percorsi, ma di ritmo fisico primordiale: intensità, reattività nei contrasti, tempestività nelle seconde palle. Gli altri volano, noi guardiamo. E quando proviamo a rincorrerli, emergono difetti strutturali e scelte di gestione che definire imbarazzanti è poco.
Ecco la radiografia, senza filtri, del momento drammatico delle nostre squadre.

 Napoli: il vuoto pneumatico della gestione Allegri




Vedere il Napoli avere letteralmente timore di affondare il colpo contro il Villarreal — una squadra media in Spagna — è stato uno spettacolo desolante. Parliamo di un club che ha vinto due scudetti negli ultimi quattro anni e che oggi sembra la peggiore compagine del lotto europeo: zero grinta, zero idee, zero gioco. Un gruppo completamente svuotato di energie e di fame. Stavolta Aurelio De Laurentiis ha toppato la scelta strategica: puntare su Massimiliano Allegri e mantenere intatto un blocco giocatori ormai saturo si sta rivelando un errore imperdonabile. Martedì si è visto solo un palleggio sterile e un totale naufragio dello spirito di squadra.
Inter, Juve e Como: tra squilibri e leggerezza
Inter: Il gioco c'è, solido e imponente in fase di possesso, ma la tenuta difensiva è un allarme rosso. La squadra è spesso poco compatta e la retroguardia si sta dimostrando nettamente inferiore rispetto agli altri due reparti. A questi livelli, se balli dietro, l'Europa non perdona.

Juventus: Cuore e caparbietà non mancano, ma manca la sicurezza nel palleggio per imporre il proprio status. Il problema vero, però, è numerico e lì davanti: le due punte non garantiscono il valore necessario e le statistiche sui gol segnati sono impietose.

Como: L'entusiasmo si scontra con la realtà. La squadra è apparsa troppo leggera e palesemente fuori ritmo per sostenere le frequenze e le transizioni forsennate del calcio continentale.
❌ Il suicidio tattico della Roma (e di Gasperini)




C'era spazio per un po' di sano orgoglio nazionale con la Roma, ma il castello è franato nel peggiore dei modi. Contro un Real Madrid storicamente letale, la squadra è stata vittima della stupidità tattica di Gian Piero Gasperini, che ha letteralmente svuotato la difesa di esperienza e posizionamento. Regalare il fianco ai Blancos in questo modo significa non aver capito nulla di come si gioca in Europa.
🔴 L'unica luce (a metà): il Milan di Amorim




In mezzo a questo deserto, la squadra con più idee, concetti e proposta di gioco è sembrata il Milan. Certo, bisogna cancellare l'orribile prestazione contro il Benfica, ma l'identità di Rúben Amorim comincia a vedersi e i rossoneri sembrano i più centrati. La vera sfida adesso sarà capire come sopperire all'assenza di un equilibratore tattico fondamentale come Alexis Saelemaekers, pedina insostituibile per legare i reparti nel sistema del tecnico portoghese.
L'Europa ha parlato chiaro: o il calcio italiano alza i giri del motore e cambia mentalità, o la transizione verso l'irrilevanza fisica sarà totale.

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