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| bagher |
Ma infatti, raga, fermi tutti: stiamo scherzando? Ho appena finito di rivedere il replay del rigore negato alla Cremonese contro il Lecce e sento un cortocircuito logico che neanche il peggior bug di sistema.
Parliamoci chiaro: il giocatore grigiorosso è lì, coordinato, sta per caricare il tracciante verso la porta e viene letteralmente spostato con una spinta che si vedeva pure dal terzo anello senza occhiali. Eppure, la terna arbitrale? Ghosting totale. Ma la vera perla, il momento "AI allucinata", è il VAR. Non solo non chiamano l’on-field review per correggere lo scempio, ma riescono a partorire una punizione contro la Cremonese. È un plot twist degno di una serie TV scritta male, di quelle che cancellano dopo la prima stagione perché non hanno senso.
E se pensavate che il fondo fosse stato toccato, ecco che arriva Ricci del Milan a ricordarci che le regole sono diventate un’opinione creativa. Stoppare la palla con la mano in piena area? Ormai è considerato "controllo di classe". Sì, quel mix tra un bagher di pallavolo e un intervento da freestyle che ormai nel calcio moderno sembra essere diventato legale, a patto di avere la maglia giusta.
Siamo arrivati al punto in cui guardare una partita è diventato un esercizio di pazienza zen. C'è tutta questa tecnologia, telecamere ovunque che potrebbero contare i fili d'erba, e poi ci perdiamo su falli lampanti che gridano vendetta. Mi chiedo se in sala VAR stessero ordinando il sushi o se abbiano semplicemente deciso che la fisica, in certe aree di rigore, è un concetto opzionale.
Incredibile come si riesca a rendere cervellotico uno sport che dovrebbe essere di una semplicità disarmante. Se questo è il calcio 4.0, ridatemi il pallone di cuoio e il fango, perché qui l'unica cosa "smart" sembra essere la capacità di ignorare l'evidenza.


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