domenica 10 maggio 2026

Chi non vive l'amicizia per quello che è ma solo per sentirsi superiore è una vera "merda" e come tale va scaricata





C’è un silenzio strano che cala quando ti rendi conto che qualcuno che credevi vicino, in realtà, stava solo prendendo le misure della tua vita per capire se la sua fosse più lunga, più larga, più splendente. È una sensazione amara, un retrogusto di cenere che sporca la bellezza di quello che, per definizione, dovrebbe essere il sentimento più libero del mondo: l’amicizia.

Ma è mai possibile che questo legame debba essere costantemente inquinato dalla competizione?

L’amicizia non è una gara. Non è un podio su cui salire per mostrare i propri trofei o una vetrina dove esporre "quanto si ha" per suscitare l’approvazione o, peggio, l’invidia altrui. L’amicizia è condivisione pura. È quel desiderio quasi infantile e bellissimo di manifestare la propria gioia a chi senti complice, a chi vede il mondo con i tuoi stessi colori o, almeno, con la stessa luminosità. Quando questo specchio si incrina sotto il peso dell’esibizionismo, dell’arroganza o, peggio, della gelosia, ci troviamo anni luce distanti dal cuore pulsante di questo rapporto.

Spesso ci confondiamo. Pensiamo che l'amico sia solo colui che arriva con i fazzoletti quando piangiamo. Certo, la spalla è fondamentale, ma il vero banco di prova è la gioia. L’amico autentico è quello che si anima per te, che gode dei tuoi successi come se fossero i suoi, che vede la tua serenità e ne trae ossigeno. Non è chi osserva i tuoi post o i tuoi racconti cercando la crepa, il difetto o la prova di una felicità fittizia per sentirsi, nell'ombra, un po' meglio di te.

Esistono persone che si nutrono, quasi parassitariamente, dei tuoi stati di malessere. Persone che si sentono sicure solo finché tu sei nell'incertezza. Ma la verità è che chi ha davvero a cuore il tuo bene non può che compiacersi del tuo ritrovato stato di equilibrio. Se qualcuno usa il tuo vissuto per fare confronti, per sminuirti o per proiettare le proprie insicurezze sulla tua vita, non sta offrendo amicizia: sta solo cercando di nutrire il proprio ego.

Allontanare queste presenze non è un atto di cattiveria, è un atto di igiene mentale. È proteggere quella parte di noi che vuole ancora credere nella trasparenza degli sguardi. Dobbiamo avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome, perché chi non vive l'amicizia in questo modo ma solo per confrontarsi avendone bisogno per sentirsi superiore è solo un vera "merda" e come tale va scaricato.

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