mercoledì 11 febbraio 2026

Grazie Milani per questa visione " La vita va così" e non è uno spot per caproni indicizzati ad un buen camino







C’è qualcosa di profondamente malinconico nel vedere come il "rumore" di un grande budget riesca a soffocare il "respiro" di un’opera d’arte vera - questo mi è successo oggi guardando "La vita va così" e pensando al film di Zalone. 75 milioni di euro di incasso non sono solo una cifra, sono una dichiarazione d'intento di una nazione: è la prova schiacciante di dove la massa sceglie di riversare il proprio tempo e la propria attenzione.  La gente ci va perché "tutti ci vanno", in una sorta di rito collettivo che però non crea comunione, ma solo altro distacco.

Al contrario, l'opera di Milani agisce come un sussurro potente in una stanza piena di gente che urla. Parla di stare uniti, di principi che non si vendono, di quella dignità antica che non cerca il "like" o il profitto immediato.

La nostra realtà che oramai è fatta solo di staticità, data da un video, da un messaggio, da un messaggio vocale. Che non crea nessuna empatia, nessuna armonia, solo distacco. Milani in questo film parla di tutto quello che ci manca, che non sono i soldi, ma è stare uniti, fare le cose per principio, con un sentimento che non abbia un prezzo, che non si pieghi solo al beneficio materiale od alla prospettiva di avercelo. 

Il paragone con il cinema di Zalone (o quel tipo di produzioni iper-finanziate) è impietoso ma necessario. Da una parte abbiamo l'ironia che spesso si ferma alla superficie, alla risata facile che fattura milioni ma lascia il tempo che trova; dall'altra abbiamo un racconto che ti guarda negli occhi e ti chiede: "E tu, quando è stata l'ultima volta che hai fatto qualcosa di giusto solo perché era giusto farlo?".



Grazie Milani per questa visione, e spero che d'ora in avanti facciano più film come il tuo e molti meno come quello di Zalone


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