venerdì 24 aprile 2026

Bisogna aiutarlo ad uscire dal Tunnel #femminicidi

 



Foggia, femminicidio in via Salvemini

Tutto è avvenuto nella serata di giovedì 23 aprile, intorno alle 21. Una donna è stata uccisa dal marito all’interno della loro abitazione in via Gaetano Salvemini, nella zona tra San Ciro e l’area dello stadio, a Foggia.

La vittima è Stefania Rago, 46 anni, mentre l’autore del femminicidio è Antonio Tommaso Fortebraccio, 48enne guardia giurata, che dopo aver sparato si è costituito chiamando direttamente i carabinieri.





martedì 21 aprile 2026

Ennesimo Femminicidio: Bisogna farlo uscire dal TUNNEL prima!!!!


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Il più recente femminicidio in provincia di Alessandria è avvenuto a Vignale Monferrato nella serata di ieri, 20 aprile 2026. 

Dettagli dell'evento
  • Vittima: Loredana Ferrara, 53 anni.
  • Dinamica: La donna è stata aggredita e uccisa in strada con una coltellata alla gola.
  • Presunto colpevole: Silvio Gambetta, 57 anni, ex convivente della vittima. L'uomo è stato fermato poco dopo il delitto.
  • Stato delle indagini: Gambetta è stato trasferito nel carcere di Vercelli. La Procura di Vercelli, che coordina le indagini, ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima e mantiene il massimo riserbo sugli sviluppi per non pregiudicare l'attività investigativa


Oltre il millimetro: la svolta canadese sul fuorigioco che potrebbe ridare respiro al calcio.




La notizia che arriva dal Canada non è solo un esperimento tecnico, è una scossa elettrica a uno dei pilastri più rigidi del calcio moderno. Immagina la scena: Diaz scatta, il guardalinee elettronico traccia una linea millimetrica, ma invece del solito annullamento chirurgico per un'unghia oltre il limite, il gioco prosegue. Il motivo? Non c’era "luce" tra lui e il difensore. È il ritorno della fisicità sopra la geometria molecolare.

Diciamocelo chiaramente, il fuorigioco semi-automatico ci ha trascinati in un’era di perfezione clinica che ha finito per sterilizzare l'emozione del gol. Vedere un’esultanza strozzata in gola per una spalla avanti di tre millimetri — una frazione di spazio che non offre alcun reale vantaggio competitivo — stava trasformando il campo in un laboratorio di bioingegneria. La scelta della Canadian Premier League di testare la regola della "luce" non è un salto nel vuoto, ma un tentativo di restituire il gioco alla sua dinamica naturale.

Il punto che sollevi sulla tolleranza è centrale. Se guardiamo all’evoluzione del regolamento sul fallo di mano, abbiamo accettato che non tutto sia bianco o nero: si valuta la dinamica, l'intenzionalità, la posizione naturale del corpo. Perché non fare lo stesso con il fuorigioco? Introdurre un margine di errore, un "cuscinetto" di tolleranza, permetterebbe di mantenere la precisione tecnologica del VAR senza però punire l'attaccante per un battito di ciglia o una postura impercettibile.

Cambiare questa regola significa riscrivere i manuali tattici. I difensori non potranno più giocare sulla linea del rasoio sperando nel microscopio elettronico, e gli attaccanti dovranno ricalibrare il tempo dello scatto. È un compromesso necessario per salvare l'anima del calcio: accettare che se l'occhio umano (o una tecnologia meno punitiva) percepisce i due corpi come sovrapposti, allora il duello è onesto. In fondo, il calcio è fatto di strappi e sensazioni, non di coordinate cartesiane. Questa sperimentazione canadese potrebbe essere il primo vero passo verso un calcio che, pur essendo all’avanguardia, non dimentica di essere uno sport giocato da uomini e non da algoritmi.