mercoledì 2 settembre 2015

La top ten dei peggiori bidoni di tutti i tempi

A volte il calciomercato è una roulette russa, c'è chi azzecca un colpo incredibile, c'è chi compra un giocatore davvero scarso a prezzi folli, dirigenza incompetente, procuratori senza scrupoli, infortuni gravi e problemi caratteriali o di ambientamento sono il concime perfetto per un bidone calcistico come si deve.
Il calcio italiano, soprattutto negli anni d'oro della Serie A in cui si poteva spendere e spandere senza avere alcuna remora o ritegno, ha sfoderato dei meravigliosi fallimenti negli acquisti, i peggiori 10 in questa carrellata esclusiva di topcalcionews.it
10) Marcos Andrè Batista Santos, in arte Vampeta, nome altisonante derivante dalla fusione delle parole "vampiro" e capeta, che significa "diavolo". Il Vampiro-diavolo è stato un mistero per molti appassionati di calcio, ammirato per le sue prestazioni convincenti in Brasile, anche con la nazionale verdeoro, sfonda nel PSV e arriva all'Inter, con l'elogio di Ronaldo in persona, alla modica cifra di 30 miliardi di lire, dopo due mesi di panchina fissa e in un Inter allo sbando viene ceduto a giugno al PSG.
9) Darko Pancev, quando diventi famoso per essere stato protagonista di una delle puntate più memorabili di "fenomeni parastatali" della Gialappa's Band e non per i meriti sul campo vuol dire che hai fatto dei grossi errori nella tua carriera.
Campione d'Europa con la Stella Rossa di Belgrado arrivo all'Inter nel lontano 1992, al costo di 12 miliardi di lire, lascerà i nerazzurri con 12 presenze e un solo goal.
8) Hugo Hernan Maradona, esatto il fratello minore di quel Diego Armando che faceva quello che voleva col pallone, il genio calcistico non è genetico, non completamente almeno a giudicare dalle prestazioni di H.H. Maradona, o meglio il talento c'è, o almeno si intravede, ma è talmente sommerso da un'indolenza e una mancanza di impegno che non si nota. Fa una comparsa all'Ascoli che lo acquista grazie ad un prestito del Napoli ottenuto dopo le pressioni del fratello, poi il nulla più assoluto.

7) Vratislav Gresko, uno dei pochi giocatori sfortunati che hanno legato il proprio nome ad una disfatta calcistica epocale, sebbene non fosse un giocatore particolarmente scarso Gresko è stato maledetto ed etichettato come maggior responsabile della disfatta interista del 5 maggio 2002, data in cui l'Inter sprofondò da prima a terza nel 4-2 contro la Lazio, perdendo un campionato già vinto. A cui si sommò l'onta di vedere il trofeo nelle mani dell'odiata Juventus, Gresko e la sua deludente prestazione vennero additati come colpevoli unici del disastro.
6) Luis Silvio Danuello, vittima di un incredibile errore di traduzione, ci credereste? Nel 1980 viene acquistato dalla Pistoiese e caricato di molte responsabilità essendo catalogato come l'astro brasiliano di una squadra provinciale tutti si aspettano molto da lui. Invece le cose non vanno come previsto. La pistoiese voleva acquistare una punta, questa la richiesta al club brasiliano dove militava Danuello, ma in portoghese la "ponta" è l'ala destra pura, adatta a correre e crossare, non a segnare, vittima di un ruolo non suo sparì lentamente dal campo.
5) Andrade, forse uno dei bidoni per eccellenza, detto "er moviola" per la sua eccezionale lentezza nei movimenti, arriva alla Roma nel 1988, i tifosi si immaginavano un nuovo Falcao, non fu esattamente così. Si scoprì subito che il calciatore brasiliano aveva una peculiarità, una lentezza quasi sovrumana, viene allontanato dal club giallorosso a fine stagione tra i fischi dei tifosi.
4) Ian Rush, correva l'anno del Signore 1987, la Juventus veniva da anni di successi europei e nazionali grazie a Platini e Boniek, si cercava un giocatore per un nuovo corso del club torinese che non facesse rimpiangere i giocatori che avevano vinto tutto, invece arrivò Ian Rush.
Preso dal Liverpool a suon di milioni giunge a Torino il bomber gallese, ma si fece notare principalmente per un imbarazzante paio di baffi, molti goal sbagliati, errori madornali, bottino appena 7 goal in 29 partite.
3) Quaresma, il "trivela" chiamato così per il suo particolare colpo speciale, che gli riuscì una sola volta in Serie A, all'esordio, poi venne emarginato dal progetto e dalla rosa. Acquistato dal Porto per la cifra spaventosa di 20 milioni su precisa indicazione di Mourinho che ne vedeva le potenzialità non riuscì mai a esprimersi al meglio, medaglia di bronzo più che meritata.
2) Ricardo Olivera, il pacco rossonero per antonomasia, nell'anno 2006 il Milan campione d'Europa cerca disperatamente un erede di Shevchenko, venduto al Chelsea, viene individuato un promettente brasiliano e comprato alla cifra astronomica di 17 milioni di euro, così senza pensarci troppo. Nonostante le presenza garantite dallo stato fisico di Inzaghi e dalla mancanza di Sheva Olivera colleziona appena 3 goal nell'intero campionato. Sarà ceduto per due milioni l'anno successivo.
1) Gaizka Mendieta, 93 miliardi, 93.000.000.000 di lire, esatto questa la cifra spesa per Gaizka Mendieta, il superbidone spagnolo del calcio italiano, acquistato dalla Lazio Cragnottiana dopo un'annata eccellente al Valencia di Cuper il giocatore mostrò subito degli evidenti limiti nel nostro campionato, 20 presenza appena, 0 goal, spesso sostituito per via di prestazioni indecorose.

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